Nel corso dei secoli l’identità della vite coltivata

in Sicilia si è andata delineando grazie alle

osservazioni e descrizioni attente e sempre più

dettagliate di vignaioli, proprietari, botanici, letterati,

religiosi ed eruditi, che potevano confidare

soprattutto sulle loro capacità sensoriali o sul loro

talento artistico per descrivere e rappresentare

graficamente e cromaticamente i caratteri unici

e distintivi di un grappolo d’uva, dell’intera pianta

o delle singole parti.

A ciò si è aggiunta la duttilità straordinaria

dell’idioma siciliano, in tutte le sue sfumature

localistiche, che ha favorito la formazione

e la sedimentazione di un vasto repertorio

di denominazioni attribuite alle numerose viti

TITÀ E RICCHEZZA DEL VIGNETO SICILIA IDENTITÀ E RICCHEZZA DEL VIGNETO

indigene. Questa versatilità linguistica, rivelatrice

del solido rapporto costituitosi nel tempo tra l’uomo

e la “sua” vigna, ha comportato la proliferazione

fisiologica di un insieme, talvolta inestricabile,

di omonimi e sinonimi, ancora ricorrenti.

Lo sviluppo delle discipline scientifiche, specialmente

dal xviii secolo e fino all’odierno contributo

determinante della genetica, ha permesso

di orientarsi con precisione e di comporre un mosaico

leggibile del patrimonio identitario e della ricchezza

varietale del vigneto siciliano, che rappresenta

uno dei valori più antichi e cospicui della cultura

agraria dell’Isola e di cui, nel volume, danno conto

le schede analitiche relative a ciascun vitigno.

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